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30 luglio 2013

Adium non si connette a MSN Live

Live è moribondo, l'astronave madre di Redmond ha pagato un frappo di dollari per annettersi Skype e ora stacca la spina al servizio precedente.

Adium non accede più a Live, e chi fruga assetato di sapere nel proprio log alla ricerca di soluzioni trova l'illuminante riga:

Error: Windows Live ID authentication:Invalid response

Detto chiaramente: non è Adium ad avere problemi, ma l'autenticazione di Live/Skype è cambiata. Sul blog di Adium dicono che per diventare Skypecompatibili ed essere assimilati occorre pagare royalties a Microsoft, cedendo un pezzettino di anima ai Vogon.

Delle due l'una: o Microsoft cambia idea e consente accesso gratuito, o gli Adium boys ci mettono una pietra sopra. La seconda sarebbe un vero peccato.

Due soluzioni temporanee.

Aumentare l'entropia. Oltre ad Adium tenete aperto pure Skype e addio al minimalismo esistenziale e alla concentrazione. (La concentrazione e i programmi di messaging afferiscono al Grande Ossimoro che tutti ci governa e decide le nostre vite, non diciamo pirlate. O lavori, o chatti,)

oppure

Loggati prima, baby. Prima di aprire Adium si fa un passo in più. Si visita la paginetta http://login.live.com e si inseriscono le credenziali di accesso a Live. Quando la connessione va a buon fine si può aprire speranzosi Adium e lasciare che si connetta di nuovo. Proprio come prima.

Your mileage may vary. Che vuol dire 'a me funziona, a voi non so'.

Viva il Seo: Adium, Live, no connection, workaround, errore di connessione, non si logga. Adium not connecting to MSN any more.

11 ottobre 2012

Mac Mini e musica liquida 2: OS X

Delirio audiofilo, parte seconda.

Come detto il Mac Mini Core 2 Duo destinato alla riproduzione audio ha 2 GByte di Ram a disposizione. È il massimo che i modelli del 2007 possono ospitare ufficialmente, anche se questo valore in realtà può salire a 3 (con un modulo da 1 GByte e un modulo da 2 GByte). Non credo il giga in più cambi le cose.

Per evitare di sprecare risorse di elaborazione (e task concorrenti che in qualche modo alchemico e imperscrutabile potrebbero influire sulla qualità della riproduzione) ho messo in atto i seguenti accorgimenti.

✔ Ho disabilitato due servizi inutili per un riproduttore musicale, Dashboard e Spotlight:
Dashboard si spegne così, da Terminale:
defaults write com.apple.dashboard mcx-disabled -bool true
killall Dock

Spotlight, in modo analogo1:
sudo mdutil -a -i off

✔ Nelle Preferenze di Sistema ho spento ogni tipo di salvaschermo, disattivato Spaces, ma ancor più importante, per un Mac Mini Headless (cioé destinato a funzionare senza monitor, né tastiera, né mouse) è disabilitare nelle Preferenze Avanzate di Bluetooth:

Apri impostazione assistita all'avvio se non ci sono dispositivi di input
o, nel Mac OS X originale Usa
Open Bluetooth Setup Assistant at start up when no input device is present

Altrimenti a ogni riavvio (senza monitor) appare un box di dialogo che richiede un Ok ed è dura (senza tastiera).

✔ Quando funziona il player musicale il Finder non serve e ingombra. Ho quindi attivato la voce "Esci da Finder", per l'appunto nel menu del Finder
defaults write com.apple.finder QuitMenuItem -bool yes

✔ Per recuperare spazio su disco ho cestinato senza pietà le applicazioni non utili agli scopi audio e così pure ho rimosso font e lingue straniere (grazie Monolingual).

Il Mac viene controllato via Remote Desktop, oppure Condivisione Schermo, o un'utility VNC da iPhone, iPod o iPad, a seconda di cosa si possieda. Nella scelta del player è importante che sia disponibile un'app di controllo remoto (Fidelia ne ha una funzionale anche se perfettibile, Fidelia Remote). E al momento utilizzo quella.
Ho aggiunto il player audio agli elementi di login per farlo partire in automatico ma mi è toccato scrivere un AppleScript per configurarlo a ogni riavvio (se ne parla la prossima volta in dettaglio). Al termine dello start up risultano occupati circa 600 MB di Ram, con oltre un GByte libero, più che sufficiente per il Play from Ram dei singoli brani.

_________________

1. Se proprio fosse necessario cercare qualcosa sul disco viene in aiuto un’utility gratuita come EasyFind o equivalente.

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05 ottobre 2012

Risolvenza circolare


Monolingual

Rimuovere le lingue da Monolingual appena aggiornato, con Monolingual.

04 ottobre 2012

Mac Mini e musica liquida

Negli strani parallelismi che scopro con i gusti di Antonio c'è anche l'ascolto Hi-Fi. Antonio ha promesso sviluppi ma si fa attendere e vado avanti io, magari ci ripeteremo, magari no.

Mi è capitato sottomano un Mac Mini datato (Mid 2007, l'uso dell'aggettivo “datato” suggerisce implicazioni che saranno invalidate nel seguito dell'esposizione) nella configurazione quasi standard, con 2 MB di Ram, e ho deciso di utilizzarlo come player musicale. I trascorsi audiofili fanno sì che il Mini sia connesso a un impianto audio di buona qualità (non vi tedio, fidatevi sulla parola).

Premesse. Sottoscrivo la scelta dell'ascolto in stereofonia pura: due canali bastano, vecchia scuola. Non transigo sul formato audio, solo musica lossless e la mia scelta è il formato Flac, non è proprietario e permette qualità anche a frequenze di campionamento superiori a quelle del Cd Audio. Apple non consente al momento la riproduzione nativa del formato Flac, né da iTunes né da QuickTime Player. È necessario munirsi di software accessorio oppure convertire tutti i propri file in formato Apple Loseless (Alac) ma preferisco non seguire questa strada per mantenere la riproducibilità della musica con diversi altri lettori.1

Limitazioni. Sarebbe troppo facile collegare il Mini all'impianto e premere Play. Le limitazioni di spazio e la posizione dell'impianto impongono l'utilizzo del Mac Mini senza monitor, riuscendo a ottenere il controllo di volume e selezione brani in modalità remota, attraverso un telecomando o un succedaneo.

Software. Dovendo esplorare player diversi da iTunes ho provato sia soluzioni Open Source, sia shareware, sia software commerciale. Esiste una categoria di player audiofili in cui l'obiettivo è mantenere per quanto possibile inalterato il segnale digitale, se necessario persino saltando componenti del sistema operativo che in qualche modo potrebbero intervenire a vostra insaputa (dico a te, Core Audio). Sì, ci sono programmi che paghiamo perché "facciano di meno", che stanno all'audio come WriteRoom sta al word processing. Vi faccio quattro nomi, con una doverosa premessa che si riassume nell'abusata frase: a ciascuno il suo mestiere. Non è detto che un genio nell'elaborazione dei segnali audio sia altrettanto versato nelle interfacce utente, o che saper contenere il jitter significhi saper sviluppare applicazioni OS X con una risicata parvenza di stabilità. Faccio solo tre nomi, tre applicazioni commerciali scaricabili con un periodo di demo che non ne compromette la funzionalità. Voi le provate e traete i vostri giudizi sull'unica fonte realmente accettabile, l'esperienza sul campo. In rigoroso ordine alfabetico: Amarra, Audirvana, Fidelia. Tutte offrono gioiose ed esponenziali possibilità di intervenire sul segnale audio e quasi tutte offrono un direct mode oppure hog mode che salta il layer audio di OS X per ottenere un suono che più puro non si può2. Alcune offrono funzioni di controllo remoto, anche attraverso dispositivi iOS. Sulla qualità sonora tutte promosse con 100 e lode (ci mancherebbe, si paga per quello) posto che il sistema audio a valle sia decente, ciascuna suona con una sua personalità. E se mi prendete per pazzo, non sono ancora grave come altri pazienti.

Prossimamente: configurazione del sistema operativo per l'audio ottimale. Cose che ho scoperto. ___ 1. Di recente Apple ha reso pubblico il formato Apple Lossless, ovviamente questo non fa si che tutti i produttori di hardware implementino un codec in tempi brevi, né che aggiornino prodotti già in commercio. 2. La modalità diretta, detta anche Integer Mode, è disponibile su OS X 10.6 Snow Leopard. Per motivazioni a noi sconosciute non è disponibile con OS X 10.7 Lion. Io non me ne curo poiché il Mac Mini che utilizzo è votato a Snow Leopard. Per lo stesso motivo non ho controllato le informazioni che danno la modalità Integer nuovamente disponibile con OS X 10.8 Mountan Lion.

18 marzo 2011

Adobe non sa fare un installer decente

Oltre a riempire di pattume innumerevoli cartellette, per disabilitare l'aggiornamento automatico c'è da diventare matti. Lo hanno riconosciuto anche loro.

Qui spiegano come fare

http://kb2.adobe.com/cps/850/cpsid_85016.html

Grazie Adobe. Potete risolvere tutto anche dando un'occhiata all'eccellente Pixelmator che di giorno in giorno diventa sempre più interessante.

25 marzo 2009

Hai vergogna delle tue beta?

Bug: Safari 4 beta e Mail, cozzano.

Ricordi permettendo, non ho mai usato la funzione di esportazione dei messaggi di posta da Mail (Leopard). Si dovrebbe poter selezionare più messaggi anche non contigui e con un solo colpo del menù Esporta salvarli in un solo file, rtf o di testo puro, a piacere.
Ci provo e ci riprovo, nada.
Cerco nell'help e viene confermata la correttezza di quello che sto facendo, senza successo. Rapido giro su Internet e scopro che qualcuno si è già lamentato, difficile essere i primi. Il responsabile (non mi chiedo perché) è la beta di Safari 4.
La parola beta implica che te la sei andata a cercare: se usi programmi in fase di collaudo sono cabasisi tuoi. Vabbè.
Disinstallo, ritorno a Safari Previous Edition, e Mail fa il suo lavoro a dovere.

Mi diverte notare che sul sito di supporto di Apple qualche giorno dopo appare un documento in cui riconoscono il problema e suggeriscono un palliativo (una non soluzione). Se devo esportare più messaggi, metti un centinaio, perché mai dovrei farlo ad uno ad uno? Bo.

Dopo 24 ore, whos, documento sparisce. Ovviamente rimane nella cache di Google, a memoria imperitura.
Oi, gente di Apple: vi vergognate delle vostre beta? Suvvia, Think Different.

26 febbraio 2009

Le cose che faccio quando installo leopard

Mac OS X installation step by step (o Installazione Mac OS X passo per passo).
Elenco puramente personale, soggetto agli innamoramenti del momento per le applicazioni e gli accessori che ritengo indispensabili, comodi e funzionali. Your mileage may vary, ovvero può piacervi o meno.

☐ Formattazione e partizionamento (Guid se Cpu Intel)
☐ Installazione Mac OS
☐ Aggiornamento di sistema (con riavvio e verifica)
☐ Configurazione SpotLight (comprese le esclusioni)
☐ Installazione MenuMeters
☐ Installazione Perian
☐ Installazione Flip4Mac
☐ Installazione Onyx
☐ Installazione Unarchiver
☐ Installazione Monolingual
☐ Installazione DropBox [1]
☐ Installazione EverNote
☐ Installazione Adium
☐ Installazione iLife
☐ Installazione iWorks [2]
☐ Cancellazione driver stampanti
☐ Installazione Font
☐ Esecuzione Monolingual [3]
☐ Attivazione QuickTime Pro
☐ Configurazione Dock
☐ Configurazione Safari (Disabilita apertura doc. sicuri)
☐ Associazione documenti/applicazioni (doc➞Pages, pdf➞Anteprima)
☐ Riparazione privilegi [4]
☐ Esecuzione script di sistema [5]
☐ Attivazione TimeMachine(previa preparazione disco esterno)
[ 1 ] Versione gratuita. In alternativa, a pagamento, SugarSync.
[ 2 ] A pagamento. Installate anche le altre applicazioni acquistate
[ 3 ] Se avete installato Acrobat Pro segnalatelo nelle eccezioni di Monolingual.
[ 4 ] Se la vostra religione, orientamento sessuale, vissuto precedente, scompenso neurovegetativo, letture internautiche, frequentazione di guru vi fa ritenere inutile, deprecabile o dannoso questo passo, non eseguitelo. Io li riparo indipendentemente dalla vostra decisione.
[ 5 ] Tramite Onyx.

16 settembre 2008

Ammissione di sconfitta

Ogni tanto curioso nel System log, lo ammetto. Non troppo spesso, solo ogni tanto. Soprattutto quando noto che ha dimensioni eccessive.
Questa volta ho trovato un malefico gremlin, il continuo ripetersi di

authexec[000]: executing /System/Library/ScriptingAdditions/StandardAdditions.osax/Contents/MacOS/uid


Chiamato ogni pochi secondi dal perverso authexec.
Per risolvere questi dilemmi di solito si cerca il messaggio di errore su Google per individuare quale processo lo causa e poi indagare con Monitoraggio Attività, o scovarlo in qualche file di esecuzione automatica.

Tutto inutile, compresi i soliti riti apotropaici di riparazione dei permessi, script periodici. A nulla è valsa la riindicizzazione di Spotlight (non sono matto, ma uno dei processi sospetti era proprio un componente di Spotlight).

Anche l'aggiornamento a 10.5.5 non è servito a nulla. Ogni tanto la chiamata si ripresenta, reiterata e indifferente. Poi sparisce, senza poterla correlare a UN'azione specifica.

Non ho marziani negli elementi di login, non ho attivato Azioni Cartella, non ho scrobbling di Last.FM né sistemi di virtualizzazione.
Ho deciso per il momento di convivere col lato oscuro....

04 aprile 2008

Duecento di queste licenze

«Il costo della suite di Office resta sempre elevato anche se sono in commercio qualcosa come 208 diverse tipologie di licenze.»
>Da PC Professionale.

Duecento otto. Solo contarle genera ansietà.

03 aprile 2008

Dimmi perché

Non amo Office per Mac. Sono stato un utilizzatore approfondito di tante versioni di Word e un mediocre pasticcione con Excel. Certe edizioni me le ricordo bene e con piacere, erano davvero innovative. Word 3 e l'introduzione degli stili mi cambiò per piccoli versi la vita e fino alla release 5 ci si poteva convivere con Word, poi è scesa la notte. Ora ho trovato altri ambienti con cui scrivere, più divertenti e funzionali.
Non è fuori luogo il primo aggettivo, l'attività creativa deve essere divertente, provate a scrivere con uno strumento che distrae o infastidisce e difficilmente otterrete qualcosa di decente. Come quando si prende al volo un appunto mentre si è telefono e la prima biro raccattata non scrive o sbava.
Se devo buttare giù poche righe TextEdit mi basta, fa parte del sistema operativo, salva in diversi formati, ha gli stili. Una vergogna che Apple non lo inserisca di default nel Dock, è una delle prime cose da aggiungere per averlo a portata di mano.
Se devo scrivere di più salto da un applicazione all'altra secondo come mi gira. È l'ispirazione del momento. Non mi dispiace Pages, ma non è scoccata la scintilla. Vale indiscutibilmente il suo prezzo (insieme a Numbers e Keynote è un affare) e, assicuro, può sostituirsi a Word.

Ho installato però l'ultimo Office 2008, mi sembrava d'obbligo dargli una chances. Se leggete un po' in giro troverete molte critiche, spesso fondate. È tanto: sono svariati megabyte di roba che si porta dietro, ma siamo in tempi in cui un disco da 500 GByte si paga 79 euro in un grande magazzino. È pigro: su un dual core a 2.2 GHz si fa aspettare ogni tanto, anche se ora è nativo.
È strano: mi è stato fatto notare un bug (va bene, di Excel non di Word). Si possono generare grafici partendo da una tabella di dati, come al solito. Ma non si possono più incollare come avveniva prima, con Office 2004, in un documento Illustrator. Poco male, magari un po' seccante per chi usa molto questa funzione.

La cosa che veramente sorprende è che il bug è conosciuto da Microsoft, la quale propone un workaround sul suo sito (un modo per cavarsela, detto alla buona) dal sapore kafkiano. Si deve lanciare Illustrator, creare un elemento grafico qualsiasi, una retta va bene, copiarlo, incollarlo in una casella di Excel e da quel momento si possono trasferire i grafici verso Illustrator. Ditemi che c'è un perché.