23 febbraio 2018

Come rendere visibile la libreria

Verrebbe da dire che con un giretto all’Ikea di librerie se ne vedono molte. Ma qui ci si riferisce alla libreria dell’utente in una tradizionale installazione di macOS. Secondo le norme ultime, la libreria è invisibile da Finder per evitare che qualcuno ci pasticci in modo poco garbato.

Per accederci al volo c’è una scorciatoia conosciuta: premere il tasto Option mentre si apre il menu Vai del Finder. È ozioso ricordare i tempi in cui Apple criticava le interfacce utente che si modificavano al volo, era un’altra epoca.

Se volete renderla sempre visibile, evocate l’amico Terminale e senza indugio alcuno scrivete

chflags nohidden ~/Libreria

Può darsi che serva anche un riavvio del Finder, tanto per.

killall Finder

Al prossimo catalogo Ikea per altri interessanti componenti di arredo invisibili.

09 aprile 2015

Quando appare il segno di stop all’avvio

Se si installa Trim Enabler con Yosemite si è obbligati a disabilitare le signature delle estensioni di sistema. Se si resetta la P-Ram, il sistema operativo si arrabbia e anziché avviarsi mostra un'icona inquietante. Per recuperare il tutto c'è una procedura ben descritta sul sito di Trim Enabler.

La riporto «as is» perché sono pigro e per averla a disposizione.

Recovering from stop sign on boot screen

For those who are stuck on the grey boot screen, here’s how you get back into OS X:

Step 1: Boot recovery mode by holding Cmd+R during boot

Step 2: Is your volume encrypted (FileVault)? If so, first open Disk Utility from the menu bar and unlock/mount your drive

Step 3: Open the Terminal from the menu bar

Step 4: Run this command:
nvram boot-args
Does it say “kext-dev-mode=1″? if so, you can skip to Step 6. If it says “error getting variable”, continue with these steps:

Step 5: Run this command:
nvram boot-args=kext-dev-mode=1

Step 6: Reboot back in to Recovery Mode again

Step 7: Run these commands, replacing Your Disk Name with the name of your Mac disk (partition). You can type ls /Volumes to get a list of volumes. Note the quotes around the disk path and that there should be no / before System.

cd "/Volumes/Your Disk Name"
touch System/Library/Extensions
kextcache -u "/Volumes/Your Disk name"


Step 8: Wait until it finishes (can take as long as 5-10 minutes, don’t abort it) and reboot.

You should now be back in OS X with Trim enabled.

13 febbraio 2015

OS X - scorciatoie da tastiera per editare il testo

Cose succede quando si usa Ctrl al posto di Cmd

Spostamenti del cursore
Control-A Sposta il cursore a inizio riga o paragrafo
Control-B Indietro di un carattere
Control-E Sposta il cursore a fine riga o paragrafo
Control-F Un carattere in avanti
Control-L Centra il cursore o la selezione nell'area visibile
Control-N Sposta il cursore una linea in basso
Control-P Sposta il cursore una linea in alto
Control-V Sposta il cursore verso il basso

Editing immediato
Control-D Cancella un carattere dopo il cursore
Control-H Cancella il carattere prima del cursore
Control-K Cancella dal carattere dopo il cursore fino al termine della riga
Control-O Inserisce un a capo dopo il cursore
Control-T Scambia il carattere prima del cursore con quello dopo

Mi piacciono tanto Ctrl-D e Ctrl-K. Anche Ctrl-T non scherza.



13 gennaio 2015

Cancellare tutto il backup di TimeMachine velocemente

Il contenuto di tutto il backup si trova nella cartella Backups.backupdb. Se la si cancella dal Finder trascinandola nel cestino occorrono ere geologiche, quindi se sul disco esterno c'è solo il backup si fa molto molto molto più velocemente riformattando il disco con Utility Disco.

Altrimenti, se sul disco c'è dell'altro, occorre utilizzare il Terminale.

Con Yosemite il comando è questo:

sudo /System/Library/Extensions/TMSafetyNet.kext/Contents/Helpers/bypass rm -rfv /Volumes/NOME_DEL_DISCO/Backups.backupdb/


Come sempre se vedete una riga di comandi da Terminale che inizia con sudo chiedetevi se sapete cosa state facendo, prima di farlo. Se non lo sapete, magari potete iniziare a leggere un buon libro anziché usare il Terminale.

I tempi di cancellazione sono più veloci, ma vi assicuro che avrete tempo di bere un caffé con calma prima che il task sia completato.

11 gennaio 2015

Nascondere una partizione

Per non montare automaticamente una partizione del disco fisso con OS X occorre:

- Individuare l'UUID della partizione
- Editare il file /etc/fstab

1) L’UUID lo si trova con Utility disco facendo Command-I sulla partizione, oppure con il comando da Terminale

diskutil info /Volumes/Nome_del_disco

 2) Nel file fstab occorre aggiungere la riga

 UUID=00000000-0000-0000-0000-000000000000 none hfs rw,noauto

sostituendo agli 000 l'UUID della partizione. Serve un riavvio.

Per disfare il tutto basta cancellare da fstab la riga con i parametri.

19 dicembre 2014

Prove tecniche di scrittura: ByWord 2

Esperimenti di scrittura non creativa con applicazioni di recente concepimento e implementazione. Questo primo testo è scritto con ByWord, appena acquistato. Sono 8.qualcosa euro a cui si aggiungono altri 4.99 euro come acquisto in-app per sbloccare le funzioni di publishing verso i blog.

Come strumento di scrittura fa più o meno quello che mi aspettavo, un degno erede di WriteRoom, con qualche concessione in più ai gusti grafici di oggidì. In effetti WriteRoom lo avevo acquistato, a prezzo di saldo, il decennio scorso. Minimalista, poco oppressivo, qualche opzione come la modalità macchina DA (sic.) scrivere che non serve poi a granché ma più che piacevole e dignitoso. Sforneremo di certo capolavori.

La funzione di publishing, ahimé, non è degna di lode. A meno che non abbia capito bene, ma mi applicherò, è monodirezionale e a suo modo inquetante definitiva. In pratica scrivi, rileggi e correggi, poi quando fai clic su Publish va on line. E non ci fai più niente. A differenza di MarsEdit non puoi riaprire un post correggere il refuso che ti è scappato… se correggi e ripubblichi crei un nuovo post. Mica bello. O per lo meno io mi aspettavo qualcosina di più. L’ultima release (quella che mi ha fatto scattare la pulsione d’acquisto) offre il publishing anche delle immagini, insieme al testo, ma ohibò solo per i siti ospitati su WordPress. Nada per Blogspot, Tumblr e figliastri. Sarebbe stato opportuno almeno un asteriscone * nelle specifiche tecniche o un disclaimer (qualunque cosa si intenda con questo termine).

Giudizio: provo a usarlo e approfondirò il giudizio. Non è male ma la quinta stellina non la darei, per ora.

28 ottobre 2014

Dove sono le icone di OS X

Sono in questa risorsa:

/System/Library/CoreServices/CoreTypes.bundle/Contents/Resources/

Basta il comando ‘Vai alla cartella...’ del Finder.

20 ottobre 2014

Yosemite: cose che ho fatto o aggiornato

Programmi che ho aggiornato

MenuMeters 1.8.1
TrimEnabler
Monolingual
SuperDuper
1Password
Scrivener
Bartender
XCode
SuperDuper
Pages
Numbers

Opzioni che ho attivato o disattivato

- Disattivato Dashbord (Preferenze di sistema/Mission Control)
- Riattivato visualizzazione indirizzi completi (Safari/Preferenze/Campo di ricerca smart)

19 ottobre 2014

Riavvio da terminale

Per un reboot veloce:

sudo reboot

Oppure anche:

sudo shutdown -r now

22 novembre 2013

Un'applicazione alla volta

Funzione nascosta che vi fa viaggiare nel tempo alla volta del 1986, prima dell'arrivo di MultiFinder. Si chiama single application mode ed è disabilitato di default nonostante sia presente da un frappo di tempo nei felini elettronici di Apple.

Si attiva con

defaults write com.apple.dock single-app -bool true ; killall Dock

e si disattiva con

defaults write com.apple.dock single-app -bool false ; killall Dock

Quando cliccate su un'applicazione nel dock, questa va in primo piano e spariscono le finestre delle altre applicazioni. La concentrazione sul lavoro ne beneficia, forse con Mavericks fa pure bene all'autonomia, ma non sono pronto a scommetterlo,

20 novembre 2013

Spotlight: ricerca mirata con 4 keyword

Nel riquadro di ricerca di Spotlight si possono usare le keyword:

name:
kind:
date:
author:


Per esempio "unicorni kind:pdf".

27 ottobre 2013

Screenshot senza ombra

Belle le sfumature aggiunte alle videate da OS X. Ma scontornare le immagini è un passo in più.

defaults write com.apple.screencapture disable-shadow -bool true

E dopo serve un riavvio del Mac oppure un restart di un componente:

killall SystemUIServer

ZioFester apprezzerà.

23 ottobre 2013

OS X: non aprire le applicazioni al riavvio

Per far sì che Lion, Mountain Lion e Mavericks non riaprano le applicazioni rimaste aperte allo shutdown:

defaults write -g ApplePersistence -bool no

Si ripristina cambiando no con yes. Parola.

30 luglio 2013

Adium non si connette a MSN Live

Live è moribondo, l'astronave madre di Redmond ha pagato un frappo di dollari per annettersi Skype e ora stacca la spina al servizio precedente.

Adium non accede più a Live, e chi fruga assetato di sapere nel proprio log alla ricerca di soluzioni trova l'illuminante riga:

Error: Windows Live ID authentication:Invalid response

Detto chiaramente: non è Adium ad avere problemi, ma l'autenticazione di Live/Skype è cambiata. Sul blog di Adium dicono che per diventare Skypecompatibili ed essere assimilati occorre pagare royalties a Microsoft, cedendo un pezzettino di anima ai Vogon.

Delle due l'una: o Microsoft cambia idea e consente accesso gratuito, o gli Adium boys ci mettono una pietra sopra. La seconda sarebbe un vero peccato.

Due soluzioni temporanee.

Aumentare l'entropia. Oltre ad Adium tenete aperto pure Skype e addio al minimalismo esistenziale e alla concentrazione. (La concentrazione e i programmi di messaging afferiscono al Grande Ossimoro che tutti ci governa e decide le nostre vite, non diciamo pirlate. O lavori, o chatti,)

oppure

Loggati prima, baby. Prima di aprire Adium si fa un passo in più. Si visita la paginetta http://login.live.com e si inseriscono le credenziali di accesso a Live. Quando la connessione va a buon fine si può aprire speranzosi Adium e lasciare che si connetta di nuovo. Proprio come prima.

Your mileage may vary. Che vuol dire 'a me funziona, a voi non so'.

Viva il Seo: Adium, Live, no connection, workaround, errore di connessione, non si logga. Adium not connecting to MSN any more.

09 gennaio 2013

Mac Hard disk deep cleaning: pulizie di primavera

Pulizia del disco fisso. Cose potenzialmente cancellabili che le numerose utility non possono individuare, gestire o metabolizzare. Promemoria a uso personale, suddiviso per gerarchia di cartelle. Magari potrebbe far comodo ad altri ossessivo-compulsivi miei pari.
Metto il simbolo ☀ per i paranoici: indica potenziali intrusioni nella privacy.

Disclaimer: se cancellate qualcosa di importante, senza aver fatto un backup, non lamentatevi.

Libreria utente
discofisso/utenti/~nomeutente/libreria
/application support/

1Password/Backups/ copie di sicurezza codificate del file con le password ☀
Adium 2.0/Users/Default/Logs/ trascrizione delle conversazioni ☀
Adium 2.0/Users/Default/ByObjects/ cache locale dei contatti ☀
DriveGenius/Logs/ log di tutte le operazioni compiute
Handbrake/EncodeLogs/ elenco dei Dvd che sono stati rippati ☀
Handbrake/HandBrake-activitylog.txt log del programma
Transmission/Torrents/ elenco dei torrent scaricati ☀
WhatSize/Measures misurazioni precedenti con elenco directory
µTorrent/ elenco dei torrent scaricati o attivi ☀


Libreria principale (discofisso/libreria/)
…work in progress…

02 gennaio 2013

Mac Mini e musica liquida 3: aggiornamenti

Delirio audiofilo autoreferenziale1, parte terza.

Hardware. Il Mac Mini 2007 è ora dotato di un hard disk interno più adeguato, un Western Digital Scorpio Blue da 500 GByte che ospita la libreria musicale, il software di sistema e il player audio. Ho optato per un disco da 5.400 giri al minuto in luogo dei più veloci 7.200 giri sia per la maggiore silenziosità e minor consumo sia per l'improbabile guadagno di efficienza della soluzione più veloce. L'unica attività che potrebbe beneficiare del disco più veloce è il caricamento del sistema operativo (passare da 1 minuto e 20 secondi a 1 minuto e 10 secondi non mi sembra cambi la vita) e l'accesso ai file di swap della memoria virtuale.

Avendo ridotto al minimo le opzioni software da caricare di OS X e chiudendo il Finder, durante l'esecuzione dei brani rilevo circa 500 MB occupati su 2 GB, e nessun accesso al file di swap. E in termini di prestazioni il passaggio dall'80 GB Toshiba del 2007 di serie al Western Digital del 2012 assicuro che è comunque piacevole.

 

Software. Alterno ancora i tre player citati in precedenza: Amarra, Audirvana e Fidelia. Tutti hanno i loro pro e contro e assicuro che è difficile, ma divertente, suggerirne uno. Vado in ordine alfabetico con le considerazioni.

Amarra. Giudizio soggettivo: è il più musicale dei tre. Suona meglio, punto. Mi sembra brutto come la peste, ma ho scoperto che c'è di peggio. Ha la peggiore gestione delle playlist immaginabile. Le cose migliorano si usa iTunes come gestore dei file (e si convertono i FLAC in ALAC) delegando ad Amarra solo la riproduzione. Ma è una strada che non intendo percorrere, anche se tutti i tre player lo permettono. Troppo barocca e accrocchiata. Un altro plus di Amarra sono i filtri di equalizzazione parametrici. Di norma li evito ma ce sono tre prefabbricati per compensare eventuali risonanze dell'ambiente di ascolto alle basse frequenze, molto rispettosi ma efficienti per casi particolari.

Audirvana. Meglio di Amarra nella gestione delle playlist, ma appena appena. Sembra meno rispettoso della spazialità rispetto al precedente ma suona con rigore. Nessuna possibilità di equalizzazione e ha qualche problema con il bus Usb dei vecchi Mac (come il mio). L'ultima release appena uscita sembra abbia messo una pezza e non ho più avvertito gli scricchiolii che a sorpresa apparivano dopo diversi minuti di riproduzione.

Fidelia. Buona riproduzione musicale e possibilità di utilizzare i filtri audio Apple (fino a tre in cascata). Meglio non farlo, lo sappiamo, ma se servissero proprio… Ha la migliore playlist dei tre programmi. Permette persino di editare i tag nei Flac (nel modo più cervellotico si possa immaginare, ma almeno lo fa).2 Abbastanza lento nella fase di importazione dei brani nella playlist, ma non in modo imperdonabile. Ho acquistato l'app per iPhone per controllare in remoto la riproduzione via WiFi. E' il minimo sindacale dell'usabilità, con almeno due profonde castronate nell'interfaccia utente. Almeno regolo il volume senza dovermi alzare, o passo a un altro brano.

 

Al momento il player 'di default' è Fidelia. Gli altri sono in via di valutazione. Un bug, forse colpa del mio vecchio Mini: all'accensione Fidelia si ostina a non suonare se non si passa, attraverso le sue preferenze, dall'uscita verso il Dac a quella Audio Standard del Mac e poi nuovamente al Dac. Non avendo tastiere collegate ho risolto con un AppleScript. Lo incollo, magari serve a qualcun altro. Perché funzioni occorre aprire le preferenze di sistema e assicurarsi che in Accesso Universale (nel tab Vista) sia attivo «Abilita accesso ai dispositivi di emergenza».

delay 5

tellapplication "System Events"

tellapplication "Fidelia" toactivate

 

--Suona un breve brano. Se non lo si fa si pianta tutto

keystroke (ASCII character 32) -- space key 

delay 3

 

keystroke "b" using command down

delay 0.3

 

--PORTA ALL'INIZIO DEL POP UP

keystroke (ASCII character 30) -- up arrow key

delay 0.3

keystroke (ASCII character 30) -- up arrow key

delay 0.3

keystroke (ASCII character 3) -- enter key

delay 1

 

--SELEZIONA SECONDA VOCE

keystroke (ASCII character 31) -- down arrow key 

delay 0.3

keystroke (ASCII character 31) -- down arrow key 

delay 0.3

keystroke (ASCII character 3) -- enter key

delay 0.5

 

--CHIUDE LA FINESTRA PREFERENZE

keystroke "w" using command down

delay 2

 

--METTE IN PAUSA LA CANZONE

keystroke (ASCII character 32) -- space key 

delay 2

 

endtell

_______

1. Appunti autoreferenziali poiché la scelta di riciclare un vecchio Mini è personale. Disponendo di un Mac più recente parte delle mie osservazioni non sono applicabili.

2. Meglio editare i tag con un'applicazione gratuita che con molta fantasia si chiama Tag.

06 novembre 2012

Google e gli aggiornamenti in background

Capita che si abbia sul disco fisso Chrome e magari Earth, entrambi di Google. E capita che in trasferta si abbia connettività limitata, per esempio un piano tariffario a traffico limitato. E capita che proprio in quel giorno ti arrivino subdolamente troppi megabyte di aggiornamento dei suddetti pezzi di software.

Sarò ipovedente ma non ho trovato vie e metodi nell'interfaccia utente per disabilitare l'auto aggiornamento. Per cui si ricorre ancora al fedele Terminale con il comando:

defaults write com.google.Keystone.Agent checkInterval 0

Lo zero in fondo è la frequenza di aggiornamento in secondi (che metterlo in minuti oppure ore a Mountain View si facevano male alle mani). Mettendo come nell'esempio lo zero si disabilita l'aggiornamento in modalità subdola. Mettendo un bel 86400 si torna al controllo quotidiano.

Se invece si preferisce un aggiornamento manuale occorre andare nella cartella:

/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/

(se vi perdete per strada alle Resources ci si arriva facendo clic con il tasto destro su "Mostra contenuto pacchetto" mentre si seleziona GoogleSoftwareUpdate.bundle). Una volta arrivati si clicca l'icona dal nome CheckForUpdatesNow.command e si attende il completamento dell'operazione.

11 ottobre 2012

Mac Mini e musica liquida 2: OS X

Delirio audiofilo, parte seconda.

Come detto il Mac Mini Core 2 Duo destinato alla riproduzione audio ha 2 GByte di Ram a disposizione. È il massimo che i modelli del 2007 possono ospitare ufficialmente, anche se questo valore in realtà può salire a 3 (con un modulo da 1 GByte e un modulo da 2 GByte). Non credo il giga in più cambi le cose.

Per evitare di sprecare risorse di elaborazione (e task concorrenti che in qualche modo alchemico e imperscrutabile potrebbero influire sulla qualità della riproduzione) ho messo in atto i seguenti accorgimenti.

✔ Ho disabilitato due servizi inutili per un riproduttore musicale, Dashboard e Spotlight:
Dashboard si spegne così, da Terminale:
defaults write com.apple.dashboard mcx-disabled -bool true
killall Dock

Spotlight, in modo analogo1:
sudo mdutil -a -i off

✔ Nelle Preferenze di Sistema ho spento ogni tipo di salvaschermo, disattivato Spaces, ma ancor più importante, per un Mac Mini Headless (cioé destinato a funzionare senza monitor, né tastiera, né mouse) è disabilitare nelle Preferenze Avanzate di Bluetooth:

Apri impostazione assistita all'avvio se non ci sono dispositivi di input
o, nel Mac OS X originale Usa
Open Bluetooth Setup Assistant at start up when no input device is present

Altrimenti a ogni riavvio (senza monitor) appare un box di dialogo che richiede un Ok ed è dura (senza tastiera).

✔ Quando funziona il player musicale il Finder non serve e ingombra. Ho quindi attivato la voce "Esci da Finder", per l'appunto nel menu del Finder
defaults write com.apple.finder QuitMenuItem -bool yes

✔ Per recuperare spazio su disco ho cestinato senza pietà le applicazioni non utili agli scopi audio e così pure ho rimosso font e lingue straniere (grazie Monolingual).

Il Mac viene controllato via Remote Desktop, oppure Condivisione Schermo, o un'utility VNC da iPhone, iPod o iPad, a seconda di cosa si possieda. Nella scelta del player è importante che sia disponibile un'app di controllo remoto (Fidelia ne ha una funzionale anche se perfettibile, Fidelia Remote). E al momento utilizzo quella.
Ho aggiunto il player audio agli elementi di login per farlo partire in automatico ma mi è toccato scrivere un AppleScript per configurarlo a ogni riavvio (se ne parla la prossima volta in dettaglio). Al termine dello start up risultano occupati circa 600 MB di Ram, con oltre un GByte libero, più che sufficiente per il Play from Ram dei singoli brani.

_________________

1. Se proprio fosse necessario cercare qualcosa sul disco viene in aiuto un’utility gratuita come EasyFind o equivalente.

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05 ottobre 2012

Risolvenza circolare


Monolingual

Rimuovere le lingue da Monolingual appena aggiornato, con Monolingual.

04 ottobre 2012

Mac Mini e musica liquida

Negli strani parallelismi che scopro con i gusti di Antonio c'è anche l'ascolto Hi-Fi. Antonio ha promesso sviluppi ma si fa attendere e vado avanti io, magari ci ripeteremo, magari no.

Mi è capitato sottomano un Mac Mini datato (Mid 2007, l'uso dell'aggettivo “datato” suggerisce implicazioni che saranno invalidate nel seguito dell'esposizione) nella configurazione quasi standard, con 2 MB di Ram, e ho deciso di utilizzarlo come player musicale. I trascorsi audiofili fanno sì che il Mini sia connesso a un impianto audio di buona qualità (non vi tedio, fidatevi sulla parola).

Premesse. Sottoscrivo la scelta dell'ascolto in stereofonia pura: due canali bastano, vecchia scuola. Non transigo sul formato audio, solo musica lossless e la mia scelta è il formato Flac, non è proprietario e permette qualità anche a frequenze di campionamento superiori a quelle del Cd Audio. Apple non consente al momento la riproduzione nativa del formato Flac, né da iTunes né da QuickTime Player. È necessario munirsi di software accessorio oppure convertire tutti i propri file in formato Apple Loseless (Alac) ma preferisco non seguire questa strada per mantenere la riproducibilità della musica con diversi altri lettori.1

Limitazioni. Sarebbe troppo facile collegare il Mini all'impianto e premere Play. Le limitazioni di spazio e la posizione dell'impianto impongono l'utilizzo del Mac Mini senza monitor, riuscendo a ottenere il controllo di volume e selezione brani in modalità remota, attraverso un telecomando o un succedaneo.

Software. Dovendo esplorare player diversi da iTunes ho provato sia soluzioni Open Source, sia shareware, sia software commerciale. Esiste una categoria di player audiofili in cui l'obiettivo è mantenere per quanto possibile inalterato il segnale digitale, se necessario persino saltando componenti del sistema operativo che in qualche modo potrebbero intervenire a vostra insaputa (dico a te, Core Audio). Sì, ci sono programmi che paghiamo perché "facciano di meno", che stanno all'audio come WriteRoom sta al word processing. Vi faccio quattro nomi, con una doverosa premessa che si riassume nell'abusata frase: a ciascuno il suo mestiere. Non è detto che un genio nell'elaborazione dei segnali audio sia altrettanto versato nelle interfacce utente, o che saper contenere il jitter significhi saper sviluppare applicazioni OS X con una risicata parvenza di stabilità. Faccio solo tre nomi, tre applicazioni commerciali scaricabili con un periodo di demo che non ne compromette la funzionalità. Voi le provate e traete i vostri giudizi sull'unica fonte realmente accettabile, l'esperienza sul campo. In rigoroso ordine alfabetico: Amarra, Audirvana, Fidelia. Tutte offrono gioiose ed esponenziali possibilità di intervenire sul segnale audio e quasi tutte offrono un direct mode oppure hog mode che salta il layer audio di OS X per ottenere un suono che più puro non si può2. Alcune offrono funzioni di controllo remoto, anche attraverso dispositivi iOS. Sulla qualità sonora tutte promosse con 100 e lode (ci mancherebbe, si paga per quello) posto che il sistema audio a valle sia decente, ciascuna suona con una sua personalità. E se mi prendete per pazzo, non sono ancora grave come altri pazienti.

Prossimamente: configurazione del sistema operativo per l'audio ottimale. Cose che ho scoperto. ___ 1. Di recente Apple ha reso pubblico il formato Apple Lossless, ovviamente questo non fa si che tutti i produttori di hardware implementino un codec in tempi brevi, né che aggiornino prodotti già in commercio. 2. La modalità diretta, detta anche Integer Mode, è disponibile su OS X 10.6 Snow Leopard. Per motivazioni a noi sconosciute non è disponibile con OS X 10.7 Lion. Io non me ne curo poiché il Mac Mini che utilizzo è votato a Snow Leopard. Per lo stesso motivo non ho controllato le informazioni che danno la modalità Integer nuovamente disponibile con OS X 10.8 Mountan Lion.