Bug: Safari 4 beta e Mail, cozzano.
Ricordi permettendo, non ho mai usato la funzione di esportazione dei messaggi di posta da Mail (Leopard). Si dovrebbe poter selezionare più messaggi anche non contigui e con un solo colpo del menù Esporta salvarli in un solo file, rtf o di testo puro, a piacere.
Ci provo e ci riprovo, nada.
Cerco nell'help e viene confermata la correttezza di quello che sto facendo, senza successo. Rapido giro su Internet e scopro che qualcuno si è già lamentato, difficile essere i primi. Il responsabile (non mi chiedo perché) è la beta di Safari 4.
La parola beta implica che te la sei andata a cercare: se usi programmi in fase di collaudo sono cabasisi tuoi. Vabbè.
Disinstallo, ritorno a Safari Previous Edition, e Mail fa il suo lavoro a dovere.
Mi diverte notare che sul sito di supporto di Apple qualche giorno dopo appare un documento in cui riconoscono il problema e suggeriscono un palliativo (una non soluzione). Se devo esportare più messaggi, metti un centinaio, perché mai dovrei farlo ad uno ad uno? Bo.
Dopo 24 ore, whos, documento sparisce. Ovviamente rimane nella cache di Google, a memoria imperitura.
Oi, gente di Apple: vi vergognate delle vostre beta? Suvvia, Think Different.
25 marzo 2009
15 marzo 2009
All'indice, da capo
Se proprio serve, la strada migliore per ricostruire l'indice di SpotLight passa per la riga di comando. Da terminale:
sudo mdutil -E -i on
12 marzo 2009
Quando gli update fanno oooh
Può essere una buona idea riavviare e svuotare la cartelletta
Dentro ci possono essere svariati mega e mozziconi di file e non è detto che facciano bene alla salute. Anzi.
/Libreria/Updates/Dentro ci possono essere svariati mega e mozziconi di file e non è detto che facciano bene alla salute. Anzi.
26 febbraio 2009
Le cose che faccio quando installo leopard
Mac OS X installation step by step (o Installazione Mac OS X passo per passo).
Elenco puramente personale, soggetto agli innamoramenti del momento per le applicazioni e gli accessori che ritengo indispensabili, comodi e funzionali. Your mileage may vary, ovvero può piacervi o meno.
☐ Formattazione e partizionamento (Guid se Cpu Intel)
☐ Installazione Mac OS
☐ Aggiornamento di sistema (con riavvio e verifica)
☐ Configurazione SpotLight (comprese le esclusioni)
☐ Installazione MenuMeters
☐ Installazione Perian
☐ Installazione Flip4Mac
☐ Installazione Onyx
☐ Installazione Unarchiver
☐ Installazione Monolingual
☐ Installazione DropBox [1]
☐ Installazione EverNote
☐ Installazione Adium
☐ Installazione iLife
☐ Installazione iWorks [2]
☐Cancellazione driver stampanti
☐ Installazione Font
☐ Esecuzione Monolingual [3]
☐Attivazione QuickTime Pro
☐ Configurazione Dock
☐ Configurazione Safari (Disabilita apertura doc. sicuri)
☐ Associazione documenti/applicazioni (doc➞Pages, pdf➞Anteprima)
☐ Riparazione privilegi [4]
☐ Esecuzione script di sistema [5]
☐ Attivazione TimeMachine(previa preparazione disco esterno)
[ 1 ] Versione gratuita. In alternativa, a pagamento, SugarSync.
[ 2 ] A pagamento. Installate anche le altre applicazioni acquistate
[ 3 ] Se avete installato Acrobat Pro segnalatelo nelle eccezioni di Monolingual.
[ 4 ] Se la vostra religione, orientamento sessuale, vissuto precedente, scompenso neurovegetativo, letture internautiche, frequentazione di guru vi fa ritenere inutile, deprecabile o dannoso questo passo, non eseguitelo. Io li riparo indipendentemente dalla vostra decisione.
[ 5 ] Tramite Onyx.
Elenco puramente personale, soggetto agli innamoramenti del momento per le applicazioni e gli accessori che ritengo indispensabili, comodi e funzionali. Your mileage may vary, ovvero può piacervi o meno.
☐ Formattazione e partizionamento (Guid se Cpu Intel)
☐ Installazione Mac OS
☐ Aggiornamento di sistema (con riavvio e verifica)
☐ Configurazione SpotLight (comprese le esclusioni)
☐ Installazione MenuMeters
☐ Installazione Perian
☐ Installazione Flip4Mac
☐ Installazione Onyx
☐ Installazione Unarchiver
☐ Installazione Monolingual
☐ Installazione DropBox [1]
☐ Installazione EverNote
☐ Installazione Adium
☐ Installazione iLife
☐ Installazione iWorks [2]
☐
☐ Installazione Font
☐ Esecuzione Monolingual [3]
☐
☐ Configurazione Dock
☐ Configurazione Safari (Disabilita apertura doc. sicuri)
☐ Associazione documenti/applicazioni (doc➞Pages, pdf➞Anteprima)
☐ Riparazione privilegi [4]
☐ Esecuzione script di sistema [5]
☐ Attivazione TimeMachine(previa preparazione disco esterno)
[ 1 ] Versione gratuita. In alternativa, a pagamento, SugarSync.
[ 2 ] A pagamento. Installate anche le altre applicazioni acquistate
[ 3 ] Se avete installato Acrobat Pro segnalatelo nelle eccezioni di Monolingual.
[ 4 ] Se la vostra religione, orientamento sessuale, vissuto precedente, scompenso neurovegetativo, letture internautiche, frequentazione di guru vi fa ritenere inutile, deprecabile o dannoso questo passo, non eseguitelo. Io li riparo indipendentemente dalla vostra decisione.
[ 5 ] Tramite Onyx.
22 settembre 2008
È grande, ma posso provarci...
Letto nel log di sistema pochi minuti fa:
Facciamo poco gli spiritosi, laggiù a Cupertino.
09:45:32 Mail[153] What's this? Let's handle it even though it's huge... Facciamo poco gli spiritosi, laggiù a Cupertino.
16 settembre 2008
Ammissione di sconfitta
Ogni tanto curioso nel System log, lo ammetto. Non troppo spesso, solo ogni tanto. Soprattutto quando noto che ha dimensioni eccessive.
Questa volta ho trovato un malefico gremlin, il continuo ripetersi di
Chiamato ogni pochi secondi dal perverso
Per risolvere questi dilemmi di solito si cerca il messaggio di errore su Google per individuare quale processo lo causa e poi indagare con Monitoraggio Attività, o scovarlo in qualche file di esecuzione automatica.
Tutto inutile, compresi i soliti riti apotropaici di riparazione dei permessi, script periodici. A nulla è valsa la riindicizzazione di Spotlight (non sono matto, ma uno dei processi sospetti era proprio un componente di Spotlight).
Anche l'aggiornamento a 10.5.5 non è servito a nulla. Ogni tanto la chiamata si ripresenta, reiterata e indifferente. Poi sparisce, senza poterla correlare a UN'azione specifica.
Non ho marziani negli elementi di login, non ho attivato Azioni Cartella, non ho scrobbling di Last.FM né sistemi di virtualizzazione.
Ho deciso per il momento di convivere col lato oscuro....
Questa volta ho trovato un malefico gremlin, il continuo ripetersi di
authexec[000]: executing /System/Library/ScriptingAdditions/StandardAdditions.osax/Contents/MacOS/uidChiamato ogni pochi secondi dal perverso
authexec.Per risolvere questi dilemmi di solito si cerca il messaggio di errore su Google per individuare quale processo lo causa e poi indagare con Monitoraggio Attività, o scovarlo in qualche file di esecuzione automatica.
Tutto inutile, compresi i soliti riti apotropaici di riparazione dei permessi, script periodici. A nulla è valsa la riindicizzazione di Spotlight (non sono matto, ma uno dei processi sospetti era proprio un componente di Spotlight).
Anche l'aggiornamento a 10.5.5 non è servito a nulla. Ogni tanto la chiamata si ripresenta, reiterata e indifferente. Poi sparisce, senza poterla correlare a UN'azione specifica.
Non ho marziani negli elementi di login, non ho attivato Azioni Cartella, non ho scrobbling di Last.FM né sistemi di virtualizzazione.
Ho deciso per il momento di convivere col lato oscuro....
08 luglio 2008
Ogni volta che CS si pianta
unexpectedlyquit.com
Il titolo della pagina equivale a "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco."
You can't spell crash without CS
29 aprile 2008
Elementi di login. Quanti, tanti, troppi
Arte della manutenzione del Mac (Vedi alla voce: procrastinare. Vedi al lemma: sempre meglio che lavorare).
Si parla di Preferenze di sistema, icona Utenti, tabulatore Elementi di Login. Sono le cose che il Mac carica all’accensione e che spesso rimangono in memoria. Non ci sono solo lì, ci sono altri elementi che non appaiono in questo pannello, ma al momento limitiamoci a quelle visibili.
Appartengo alla scuola di pensiero che vuole la propria macchina sotto controllo. Il mio non quello di terzi o di divinità digitali. Per cui ogni tanto mi soffermo a controllare. Come da buona regola Apple, non ci dovrebbe essere nulla in questo elenco che non ho esplicitamente approvato, ma in realtà dopo che un programma di installazione ottiene una password di amministratore può fare di tutto. Ecco perché la lista si popola, e con troppa facilità.
Io ho trovato le seguenti cose: un elemento per la sintesi vocale di sistema, un sincronizzatore di risorse di Adobe, un pezzo di EyeTv, un pezzo di Backup (quello in dotazione a Toast), due aggeggi di Microsoft.
Ogni cosa ha un suo perché: io tengo attivo il segnale orario vocale (lo trovate nelle preferenze di sistema all’icona Data & Ora). Così mi accorgo che sto buttando via il tempo a intervalli regolari. Questo spiega un elemento.
Sul blog di uno sviluppatore di Adobe si trova la spiegazione all’esistenza di Adobe Synchronizer. È quasi indispensabile se il proprio workflow con Acrobat implica un lavoro di gruppo, in rete. A me non serve, peccato che bisogna disinstallare il componente a bastonate editando un documento XML che controlla le funzioni di autoriparazione di Acrobat. Se lo togliete a manina dall’elenco la prossima volta ve lo ritrovate. Almeno l’autore spiega le sue ragioni e la procedura di disinstallazione, che funziona però solo sulla versione USA di Acrobat Reader o Professional.
EyeTv aggiunge in fase di installazione un launchd item per far sì che il Mac si riprenda dal sonno in caso di registrazioni programmate e i due elementi di Microsoft vengono installati insieme all'applicazione per controllare le preferenze di mouse e tastiera (se si usano topi e keyboard made in Seattle, ma costruiti in Cina).
Toast ha meno scusanti, l’elemento di login riguarda un’applicazione collaterale, Backup, ed è relativo allo scheduling delle copie programmate. Dirlo prima no?
Tutte queste informazioni non sono esplicite, occorre sudarsele con Google. Mi piacerebbe moltissimo che gli installer (o almeno la documentazione allegata) specificassero con chiarezza cosa finisce nel calderone dello startup, magari chiedendo se la funzionalità sottostante è richiesta.
Si parla di Preferenze di sistema, icona Utenti, tabulatore Elementi di Login. Sono le cose che il Mac carica all’accensione e che spesso rimangono in memoria. Non ci sono solo lì, ci sono altri elementi che non appaiono in questo pannello, ma al momento limitiamoci a quelle visibili.
Appartengo alla scuola di pensiero che vuole la propria macchina sotto controllo. Il mio non quello di terzi o di divinità digitali. Per cui ogni tanto mi soffermo a controllare. Come da buona regola Apple, non ci dovrebbe essere nulla in questo elenco che non ho esplicitamente approvato, ma in realtà dopo che un programma di installazione ottiene una password di amministratore può fare di tutto. Ecco perché la lista si popola, e con troppa facilità.
Io ho trovato le seguenti cose: un elemento per la sintesi vocale di sistema, un sincronizzatore di risorse di Adobe, un pezzo di EyeTv, un pezzo di Backup (quello in dotazione a Toast), due aggeggi di Microsoft.
Ogni cosa ha un suo perché: io tengo attivo il segnale orario vocale (lo trovate nelle preferenze di sistema all’icona Data & Ora). Così mi accorgo che sto buttando via il tempo a intervalli regolari. Questo spiega un elemento.
Sul blog di uno sviluppatore di Adobe si trova la spiegazione all’esistenza di Adobe Synchronizer. È quasi indispensabile se il proprio workflow con Acrobat implica un lavoro di gruppo, in rete. A me non serve, peccato che bisogna disinstallare il componente a bastonate editando un documento XML che controlla le funzioni di autoriparazione di Acrobat. Se lo togliete a manina dall’elenco la prossima volta ve lo ritrovate. Almeno l’autore spiega le sue ragioni e la procedura di disinstallazione, che funziona però solo sulla versione USA di Acrobat Reader o Professional.
EyeTv aggiunge in fase di installazione un launchd item per far sì che il Mac si riprenda dal sonno in caso di registrazioni programmate e i due elementi di Microsoft vengono installati insieme all'applicazione per controllare le preferenze di mouse e tastiera (se si usano topi e keyboard made in Seattle, ma costruiti in Cina).
Toast ha meno scusanti, l’elemento di login riguarda un’applicazione collaterale, Backup, ed è relativo allo scheduling delle copie programmate. Dirlo prima no?
Tutte queste informazioni non sono esplicite, occorre sudarsele con Google. Mi piacerebbe moltissimo che gli installer (o almeno la documentazione allegata) specificassero con chiarezza cosa finisce nel calderone dello startup, magari chiedendo se la funzionalità sottostante è richiesta.
26 aprile 2008
Processore furioso
Ho già detto che adoro MenuMeters e oggi lo amo più di ieri. Basta un colpo d'occhio nel menu per capire se qualcosa sta andando storto.
Se mentre leggi una pagina web, senza nulla di rilevante in background, uno dei due valori del processore schizza al 100 per cento e ci rimane, qualcosa va veramente storto.
Ho un dual core e la cosa che andava storta rimpallava da un core all'altro. Un riavvio non ha sortito effetti.
Facendo clic nelle percentuali di occupazione processore appare un menu che cortesemente MenuMeters fa apparire dal quale lanciare Monitoraggio Attività e trovare il colpevole.
Il processo syslogd si mangia a turno uno dei due core. Buon appetito. La cosa sembra sia risaputa in giro, ma come sempre le ricette per porre rimedio sono fantasiose e talvolta inutili.
Se si apre la Console per dare un'occhiata in giro a cosa sta accadendo ai processi di sistema si rischia di attendere per sempre, visto che il solerte syslogd sta impallando il sistema proprio scrivendo come un forsennato messaggi di errore nel file che Console dovrebbe aprire. Un programma in esecuzione aveva generato un errore e syslogd si era messo a scrivere un megaziliardo di volte "Non disturberò più in classe durante le lezioni" nel mio logfile. Bravo.
Per l'appunto, uno dei sintomi del problema non è solo il processore rintronato (difficile non notarlo anche senza MenuMeters perché il Mac diventa poco gestibile e perché la ventola diventa rumorosa come un phon) ma anche lo spazio su disco che decrementa per colpa del logfile sempre più grande. In tempi di dischi da 100 MByte lo si sarebbe notato subito, con volumi da 250 GByte in effetti ci vuole veramente molto tempo prima che il logfile ipertrofico lasci il segno...
La soluzione migliore che ho trovato passa per il terminale. E qualcuno dirà che c'è un modo migliore...
Per prima cosa fermiamo il processo rintronato:
E il processore dovrebbe essere tornato a valori normali.
Poi brasiamo il log del database che potrebbe essere davvero grande:
A questo punto o si riavvia il sistema o si riavvia syslogd:
Ovviamente pasticciate con il terminale solo se sapete cosa fate e ricordate che la parolina
Se mentre leggi una pagina web, senza nulla di rilevante in background, uno dei due valori del processore schizza al 100 per cento e ci rimane, qualcosa va veramente storto.
Ho un dual core e la cosa che andava storta rimpallava da un core all'altro. Un riavvio non ha sortito effetti.
Facendo clic nelle percentuali di occupazione processore appare un menu che cortesemente MenuMeters fa apparire dal quale lanciare Monitoraggio Attività e trovare il colpevole.
Il processo syslogd si mangia a turno uno dei due core. Buon appetito. La cosa sembra sia risaputa in giro, ma come sempre le ricette per porre rimedio sono fantasiose e talvolta inutili.
Se si apre la Console per dare un'occhiata in giro a cosa sta accadendo ai processi di sistema si rischia di attendere per sempre, visto che il solerte syslogd sta impallando il sistema proprio scrivendo come un forsennato messaggi di errore nel file che Console dovrebbe aprire. Un programma in esecuzione aveva generato un errore e syslogd si era messo a scrivere un megaziliardo di volte "Non disturberò più in classe durante le lezioni" nel mio logfile. Bravo.
Per l'appunto, uno dei sintomi del problema non è solo il processore rintronato (difficile non notarlo anche senza MenuMeters perché il Mac diventa poco gestibile e perché la ventola diventa rumorosa come un phon) ma anche lo spazio su disco che decrementa per colpa del logfile sempre più grande. In tempi di dischi da 100 MByte lo si sarebbe notato subito, con volumi da 250 GByte in effetti ci vuole veramente molto tempo prima che il logfile ipertrofico lasci il segno...
La soluzione migliore che ho trovato passa per il terminale. E qualcuno dirà che c'è un modo migliore...
Per prima cosa fermiamo il processo rintronato:
> sudo launchctl stop com.apple.syslogdE il processore dovrebbe essere tornato a valori normali.
Poi brasiamo il log del database che potrebbe essere davvero grande:
> sudo rm /var/log/asl.db A questo punto o si riavvia il sistema o si riavvia syslogd:
>sudo launchctl start com.apple.syslogd Ovviamente pasticciate con il terminale solo se sapete cosa fate e ricordate che la parolina
sudo a inizio riga non solo fa sì che vi venga chiesta la password di amministratore, ma dovrebbe anche farvi pensare e spingervi a controllare la correttezza dei comandi impartiti. Per capirci il comando RM nella seconda riga cancella qualcosa: assicuratevi che sia la cosa giusta.
22 aprile 2008
Firmware: meno di ieri, più di domani
Quando è uscito l'aggiornamento firmware 1.5, pochi giorni fa, il mio MacBook Pro lo ha ignorato nonostante fosse nella gamma idonea all'update.
Oggi Aggiornamento Software mi ha proposto la versione 1.5.1 e il portatile ha eseguito correttamente la procedura.
Per la cronaca il firmware da aggiornare si trovava tra le release
Non è cambiato nulla, ma è spuntato il sole. Non mi è dato sapere con ragionevole certezza se le due cose siano correlate, ma ci tenevo a farvelo sapere.
Contestualmente Apple ha reso disponibile anche un CD per il restore del firmware originale. Da un lato è encomiabile e rassicura (bello sapere che c'è) dall'altro fa capire che probabilmente la pubblicazione è stata dettata da spiacevoli esperienze precedenti. Quanti avranno chiamato l'help desk con il Mac brasato?
Ora ho un firmware "più sicuro e più stabile". Non ricorda qualche programma elettorale?
Oggi Aggiornamento Software mi ha proposto la versione 1.5.1 e il portatile ha eseguito correttamente la procedura.
Per la cronaca il firmware da aggiornare si trovava tra le release
MBP21.00A5.B08 e MBP31.0070.B07. Come nelle mappe in cui c'è scritto «voi siete qui».Non è cambiato nulla, ma è spuntato il sole. Non mi è dato sapere con ragionevole certezza se le due cose siano correlate, ma ci tenevo a farvelo sapere.
Contestualmente Apple ha reso disponibile anche un CD per il restore del firmware originale. Da un lato è encomiabile e rassicura (bello sapere che c'è) dall'altro fa capire che probabilmente la pubblicazione è stata dettata da spiacevoli esperienze precedenti. Quanti avranno chiamato l'help desk con il Mac brasato?
Ora ho un firmware "più sicuro e più stabile". Non ricorda qualche programma elettorale?
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